Bonifica amianto

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In Italia dal 1992 con la legge n. 257 è vietata la commercializzazione e produzione di tutti i prodotti che contengono amianto, ad esempio l’eternit. Purtroppo, la ricerca di Legambiente del 2018 “Liberi dall’amianto”, ha evidenziato che dopo 26 anni in Italia solo nel 2% degli edifici è stata effettuata la bonifica amianto.

La ricerca pone in evidenza quanto le procedure di bonifica amianto in Italia siano lente. I numeri del rapporto parlano da soli: su 370 mila edifici pubblici e privati, ad oggi, solo 6.869 sono bonificati. Nei nostri edifici sono presenti ancora 58 milioni di metri quadrati di coperture in eternit.

Per questo motivo è importante approfondire il tema da tutti i punti di vista, non solo normativo. Sapere cosa fare in presenza di amianto e come procedere è una questione di sicurezza per te e la tua famiglia.

La normativa è molto rigorosa e definisce in modo chiaro quali sono gli obblighi di bonifica, quali ditte possono eseguire il lavoro, come valutare rischio ed in particolare quali sono le procedure per la bonifica amianto

Come primo argomento affrontiamo il tema dei costi per la bonifica amianto che se confrontati con il rischio per la salute sono minimi. Non valutate mai un preventivo per una bonifica amianto solo rispetto al prezzo, controllate le ditte, verificate le loro certificazioni e scegliete la migliore.

I costi della bonifica amianto

Il costo della bonifica amianto dipende dalla procedura scelta per effettuare il lavoro ed ovviamente dai metri quadri da bonificare. Nella tabella successiva riportiamo dei prezzi medi suddivisi per tecnica. I costi possono variare anche in funzione dello stato del manufatto o delle difficoltà della zona di lavoro.

Tecniche di bonifica amiantoCosto medio al mq
Rimozione e smaltimentoa partire da 20€/mq
Incapsulamentoa partire da 15€/mq
Confinamento o sovracoperturaa partire da 25€/mq

I fattori che fanno variare il costo della bonifica amianto sono:

  • Procedura di bonifica amianto: rimozione o incapsulamento
  • La dimensione del manufatto in amianto: tettoia, canna fumaria, serbatoio acqua…
  • Facilità di accesso e eventuale necessità di opere provvisionali come ponteggi o trabattelli.
  • Dovere fare ulteriori lavori come la pulizia e la bonifica di grondaie o di locali adiacenti
  • La ditta deve consegnare il piano lavoro alla ASL.
  • Al termine del lavoro di devono fare delle analisi chimiche sul materiale.
  • Obbligo di far eseguire i lavori ad un ditta autorizzata.
  • Personale della ditta deve avere un patentino per lavorare l’amianto

Per conoscere correttamente il costo chiedi un preventivo di bonifica amianto gratuito. Incontra le ditte specializzate, fai fare un sopralluogo e fatti consigliare sulla scelta migliore per mettere in sicurezza casa e conoscere il costo per la bonifica amianto.

Procedure e tecniche di bonifica amianto

Come anticipato nell’introduzione dell’articolo la normativa identifica tre procedure e tecniche di bonifica amianto:

  • Smaltimento amianto e rimozione
  • Incapsulamento amianto
  • Sovracopertura o confinamento amianto

Rimozione e smaltimento amianto

La rimozione e smaltimento amianto è un intervento drastico e definitivo di bonifica. E’ un lavoro estremamente delicato e pericoloso, per questo motivo la normativa impone alcuni vincoli su come deve essere effettuato e chi può farlo:

  • Lo smaltimento può avvenire solo in apposite discariche.
  • Solo le ditte di smaltimento amianto abilitate e iscritte ad un albo speciale possono rimuovere eternit o manufatti con amianto.
  • Prima di effettuare il lavoro è necessario aver presentato alle ASL il piano lavori definito all’art. 34 del decreto legge 277 del 1991.

La procedura di rimozione è tecnica di bonifica molto delicata, che possiamo sintetizza in questi passi:

  • La ditta deve circoscrivere e mettere in sicurezza l’area.
  • Nessuno può accedere all’area sotto bonifica a meno del personale della ditta abilitato con le protezioni obbligatorie.
  • Prima della rimozione si deve trattare il materiale, in base al suo stato, per non far disperdere le fibre di amianto nell’aria.
  • Solo in questo momento si può rimuovere l’amianto.
  • Il materiale viene chiuso in un pallet o buste particolari.
  • Le buste o pallet vengono trasportate in una discarica abilitata per lo smaltimento finale.

Prima di qualsiasi lavoro di demolizione o rimozione amianto, la ditta deve inviare il piano lavoro all’organo di vigilanza con almeno 30 giorni di anticipo dall’inizio dei lavori. In caso di urgenza non c’è l’obbligo dei trenta giorni, ma si deve comunicare la data e l’ora di inizio lavori.

In termini di costi per bonificare tramite rimozione, abbiamo visto che il costo per lo smaltimento e la rimozione amianto parte dai 20€ al mq.

Incapsulamento amianto e lastre in eternit

Rispetto alla rimozione, l’incapsulamento è un’attività di bonifica sicuramente più economica. La procedura di incapsulamento amianto prevede di trattare il materiale e le lastre con dei prodotti che rivestono il materiale. In questo caso il manufatto non viene rimosso, ma protetto e messo in sicurezza.

L’intervento deve essere fatto nel rispetto del D.M. 20/08/1999. La procedura di bonifica amianto tramite incapsulamento mette in sicurezza il materiale (es. eternit) facendo in modo che le fibre di amianto vengano fissate al materiale e non sia possibile la loro dispersione.

Per poter garantire che l’intervento venga fatto in maniera corretta, deve essere rilasciato un attestato di conformità dei lavori. Inoltre, si deve prevedere un programma di manutenzione e controllo per verificare nel tempo la validità dell’intervento.

Confinamento amianto o sovracopertura

Questa tecnica di bonifica prevede di installare una nuova copertura sulla copertura esistente (confinamento amianto). Questo intervento è possibile solo se la struttura sottostante in cemento amianto è in grado di sopportare il peso della nuova copertura. La sovracopertura è ormai una tecnica di bonifica amianto poco usata e come abbiamo visto molto costosa.

La normativa sulla bonifica amianto

Riguardo la normativa sulla bonifica amianto in Italia segnaliamo le norme fondamentali, alle quali negli anni si sono affiancate alte norme, leggi e circolari regionali. Come vediamo dalla successiva tabella è la Legge 257 del 1992 che ha dato il via all’abolizione dell’amianto in Italia.

AnnoNormativa
1992Legge 27.03.1992 n. 257: Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto. La prima legge Italiana per la messa al bando dell'amianto che recepisce la direttiva CEE 91/382. Questa legge vieta l'estrazione, la commercializzazione, l'importazione, la produzione di amianto e di manufatti o prodotti contenenti amianto (es. il tristemente famoso eternit). Inoltre definisce un programma per la dismissione dell'amianto da effettuare in due anni fino ad Aprile 1994.

1994D.M. 06.09.1994: Definisce tecniche e procedure per la scelta e l'esecuzione degli interventi di bonifica di materiali contenenti amianto. Regole per il trasporto e lo smaltimento in discarica dei materiali rimossi. Obblighi dei proprietari per la sorveglianza e le norme per le analisi di laboratorio.
1995D. Lgs. 17.03.1995 n. 114: Attuazione della direttiva 87/217/CEE in materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento dell'ambiente causato dall'amianto. Vengono fissati i valori limite per le emissioni in atmosfera e gli effluenti liquidi in ottica inquinamento ambientale.
1996D.M. 14.05.1996 n. 178: Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto. Internamente troviamo anche le regole di manutenzione di prefabbricati con amianto, come i cassoni in cemento-amianto per acqua, coperture eternit, canne fumarie, ...
1999D.M. 20/08/1999: Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto, previsti dall'art. 5, comma 1, lettera f) , della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto
2000Deliberazione 01.02.2000: Delibera del Comitato Albo Ditte gestione rifiuti per disciplinare l'iscrizione alla categoria 10A e 10B delle imprese abilitate alle attività di bonifica amianto ed alla categoria 7 per le operazioni di smaltimento.
2003D.M. 18.03.2003, n.101: Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto.
2008D. Lgs. 09.04.2008 n. 81: Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il TUSL ha l'obiettivo di disciplinare tutta la normativa e approfondendo il tema della sicurezza dei lavoratori e dei luoghi da bonificare.

Un esempio di legge regionale lo abbiamo in Lombardia dove nel 2006 è entrato in vigore il  Piano Regionale Amianto Lombardia. Questo piano vuole far smaltire i prodotti e materiali con amianto entro il 16 gennaio 2016. Questo piano non rende obbligatorio effettuare la bonifica amianto, ma obbliga di effettuare un censimento controllando lo stato di questi prodotti o materiali presenti nelle case private o anche nelle aziende, definendo l’indice di degrado e le successive azioni.

Quando è pericoloso l’amianto

L’amiantoasbesto è un minerale con struttura fibrosa. Le sue fibre sono resistenti e estremamente sottili. Per darvi un’idea, una fibra è circa 1400 volte più sottile di un capello.

L’amianto è resistente al fuoco, agli acidi, alla trazione, è praticamente indistruttibile. Essendo un materiale fibroso è estremamente flessibile ed ha elevate qualità di isolamento termico ed acustico. Tutte queste caratteristiche hanno spinto un utilizzo dell’amianto in edilizia, e non solo, a partire dai primi anni del ‘900 fino alla fine degli anni ’80. Si stima che furono creati oltre 3.000 prodotti diversi contenenti amianto.

Purtroppo solo dopo molti anni si è scoperto che l’amianto è estremamente pericoloso per la salute e respirare le sue fibre è altamente cancerogeno con rischio tumori di vario tipo, il più noto è il mesotelioma.

La normativa suddivide i materiali in friabili e compatti ed indica se e come procedere con la bonifica amianto:

  • Amianto friabile: cioè che si possono sbriciolare con la pressione manuale (molto pericolosi). L’amianto friabile è pericoloso e si deve bonificare.
  • Amianto compatto: sbriciolabili solo con l’impiego di attrezzi meccanici. In questo caso non ci sono particolari rischi per la salute.

Amianto in edilizia: dove era usato

In edilizia il suo utilizzo ha avuto un picco di circa 20 anni a partire dal 1965 per il suo prodotto più famoso, il cemento-amianto o eternit, che lo possiamo trovare:

  • Coperture di cemento-amianto (fibrocemento): tetto in eternit e tettoie ondulate, tegole, lastre, …
  • Coibentazione di controsoffitti, sottotetti, tubi del riscaldaemento: sotto forma di lana o feltri con amianto.
  • Cassoni o serbatoi dell’acqua: materiali con del cemento amianto spesso.
  • Canne fumarie in eternit e camini: grazie alla resistenza al calore
  • Pannelli divisori: per creare dei tramezzi velocemente
  • Pavimenti in linoleum (vinil-amianto): usato spesso negli anni ’70 nelle palestre, ospedali, scuole, …
  • Caldaie e stufe: sempre per le proprietà di resistenza al calore ed al fuoco
  • ed altri manufatti

Vedendo in quanti manufatti era presente l’amianto puoi capire quanto è importante effettuare dei controlli in casa o nel condominio ed eventualmente procedere con la bonifica amianto.

Ad esempio, i tetti e le tettoie in eternit generano molte discussioni in un condominio, la più classica è come far rimuovere una tettoia del vicino di casa in eternit. Se hai dubbi contatta un esperto.

Chiedi subito un preventivo gratuito per la verifica, il controllo e la bonifica amianto alle migliori ditte specializzate in amianto della tua zona, e confronta le diverse offerte per mettere in sicurezza casa o il condominio.

La valutazione del rischio amianto

Per l’attuazione della Legge 257/92 sono stati emanati diversi disciplinari e decreti ministeriali che definiscono la normativa tecnica per valutare del rischio amianto e le procedure di bonifica da adottare.

Il primo decreto è il DM 6 settembre 1994 per le strutture edilizie “uso civile, commerciale, industriale, aperti al pubblico, …”. Contiene i principi per la valutazione del rischio amianto, la sicurezza durante gli interventi di bonifica, le metodologie per le indagini di laboratorio per l’amianto. A questo decreto fanno riferimento anche i decreti emanati successivamente.

Per valutare il rischio amianto non basta sapere come riconoscere l’amianto o l’eternit ma si devono effettuare queste due operazioni:

  • Ispezione visiva: un’analisi visiva del materiale contenente amianto. Si valuta il tipo e la condizione del materiali, i fattori di possibile danneggiamento, degrado e di diffusione delle fibre e la relativa esposizione degli individui.
  • Monitoraggio ambientale: viene fatta un’analisi delle fibre aereodisperse confrontando con i valori limite previsti.

Amianto friabile: obbligo di bonifica

La valutazione del rischio identifica degli interventi sulla base della categoria del materiale che viene ispezionato:

  • Materiali integri non suscettibili di danneggiamento. Non è necessario fare un bonifica ma c’è l’obbligo di predisporre un programma di controllo e manutenzione periodica al fine di mantenere i materiali in buone condizioni. In caso di lavori sull’edificio, l’esecuzione deve evitare il rilascio di fibre o di provocare danneggiamenti nel materiale.
  • Materiali integri suscettibili di danneggiamento. In questo caso c’è l’obbligo di effettuare degli interventi per impedire danneggiamenti del materiale con amianto per evitare il rilascio di fibre. Occorre, inoltre, definire il programma di controllo e manutenzione periodica. In caso, occorre procedere alla bonifica dell’amianto.
  • Materiali danneggiati: se l’area non è estesa si può procedere come nel caso precedente. Ma se l’area è estesa oppure si tratta di amianto friabile è necessario l’intervento immediato di bonifica amianto.

La legge obbliga i proprietari degli immobili a notificare alla ASL la presenza  di amianto friabile. Nel caso di amianto compatto e non danneggiato basta il programma di controllo e manutenzione periodica.  Le ASL devono istituire un registro con la localizzazione degli edifici dove è presente l’amianto. In caso di omissione della comunicazione si rischia una sanzione amministrativa di oltre 2 mila euro.

Obblighi dell’amministratore di condominio per amianto

L’amministratore di condominio deve rispettare degli obblighi di legge in tema amianto. In particolare deve fare riferimento al Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro – D. Lgs. 09.04.2008 n. 81 anche come datore di lavoro in caso di portiere del condominio o simili.

Gli obblighi dell’amministratore di condominio sono:

  • Censimento e mappatura delle possibili aree con amianto nelle parti comuni con il supporto di un tecnico abilitato.
  • Comunicazione ai condomini della presenza dell’amianto nell’edificio.
  • Valutazione del rischio per analizzare la presenza di:
    • Amianto friabile (pericoloso) deve comunicazione alla ASL dove è presente e poi si deve procedere alla bonifica amianto della parte comune del condominio.
    • Amianto compatto e non danneggiato deve predisporre un programma di controllo e manutenzione periodica della zona con amianto.

Il censimento amianto è un obbligo di legge per l’amministratore (o per il proprietario per case private). Non deve chiedere nessuna autorizzazione al condomino. Nel caso di amianto friabile se non effettua la comunicazione alla ASL è passabile di una sanzione amministrativa che va da circa 2.500€ fino a poco oltre i 5.000€. Se si deve fare la bonifica amianto tramite ditte specializzate, l’amministratore deve chiedere sempre alla ASL l’autorizzazione a procedere.

Bonus amianto 2019: incentivi fiscali per la bonifica amianto

Per il 2019 esistono diverse detrazione ed agevolazioni fiscali che incentivano il lavoro di bonifica amianto. Nella legge di stabilità del 2019 troviamo il Bonus amianto 2019 che insieme ad altri incentivi fino a tutto il 2019 per cercare di risolvere il problema Italiano. Gli incentivi per la bonifica e smaltimento amianto li troviamo nelle seguenti agevolazioni fiscali:

  • Ecobonus: detrazione 65% per bonifica amianto e fotovoltaico.
  • Bonus ristrutturazioni: detrazione 50% per rimozione, smaltimento e incapsulamento amianto.
  • Credito di imposta: 50% per le spese di bonifica amianto.

In ambito Ecobonus viene incentivata la bonifica amianto e fotovoltaico. Sostituire l’amianto con dei pannelli fotovoltaici permette di usufruire la detrazione 65%. Così come la sostituzione di un tetto in eternit con una copertura che permetta un recupero energetico.

Parlando di bonifica amianto e ristrutturazione edilizia i lavori rimozione, smaltimento e incapsulamento amianto rientrano tra gli interventi con detrazione 50%.

Il credito di imposta per la bonifica amianto è in vigore dal 2015 con la legge 28.12.2015 n.221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”. Il vincolo per sfruttare il credito di imposta al 50% è che le spese di bonifica amianto siano superiori a 20.000€.

Aliquota IVA e reverse charge per la bonifica amianto

Ultimi incentivi fiscali per la bonifica amianto sono:

  • IVA agevolata: si può certamente applicare l’aliquota iva al 10% per la bonifica se viene fatta durante dei lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria come una ristrutturazione.
  • Reverse charge: la fattura per un intervento di bonifica non può essere assoggettata a reverse charge.

Ditte specializzate in bonifica amianto

Tema importante, chi può fare la bonifica amianto. Per legge i lavori devono essere svolti esclusivamente da una ditta specializzata in amianto. Si tratta di imprese regolarmente iscritte all’Albo gestori ambientali (ex rifiuti) – categoria 10, e solo loro sono autorizzate ad effettuare questi lavori. Gli addetti di queste aziende devono possedere un patentino per bonifica amianto da esibire in caso di controlli.

Preventivo Bonifica Amianto

Hai dei dubbi sulla possibile presenza di amianto in casa? Devi fare un intervento di bonifica amianto? Vuoi mettere in sicurezza casa o semplicemente fare un controllo?  Chiedi un preventivo gratuito alle migliori ditte specializzate in amianto della tua zona, fai fare un sopralluogo, fatti consigliare quale tecnica e procedura di bonifica da effettuare, e confronta le diverse offerte prima di scegliere a chi affidare i lavori di bonfica.

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9 commenti su “Bonifica amianto

  • Luca M.

    Avrei bisogno di farmi un’idea sul costo dello smaltimento di una superficie di amianto di 20mq circa. Qualcuno sa darmi qualche indicazione?

    Grazie e buona giornata a tutti.

    • Maurizio

      Ciao.
      Io per la bonifica dell’amianto su una superficie simile di un capanno agricolo ho pagato circa 1000 euro.
      Ho affidato il lavoro a una ditta specializzata che ha fatto tutto in qualche ora.

        • Sten70

          Per sotituire l’amianto si usa il fibrocemento, che però tende a rompersi dopo 5-6 anni, l’alluminio, resistente, ma più costoso o una guaina. Un paio di strati da 4mm e dovresti essere a posto.
          Comunque, se possibile con i costi, scelgi sempre la rimozione e lo smaltimento e mai la verniciatura con incapsulamento. Quella è roba per grandi capannoni industriali. Pensi di risparmiare, ma poi sei sempre soggetto a verifiche periodiche di tenuta.
          Pensa che una ditta mi consigliava in maniera esagerata l’incapsulamento. Mi hanno pure fatto fare dei sopralluoghi dove avevano lavorato, ma alla fine hanno dovuto ammettere che la rimozione dell’amiano da una ditta autorizzata e una copertura con doppia guaina sarebbe stata meno costosa.
          E poi, altro motivo per preferire la guaina, una copertura in alluminio è esposta a problemi in caso di venti eccezionali e può addirittura scoperchiarsi. E l’ASL può venire a controllare lo stato dell’incapsulamento…
          Insomma, dai, meglio togliersi il pensiero una volta per tutte.
          La sensazione un po’ spiacevole è che così la ditta può fare un doppio intervento, prima e dopo: prima l’incapsulamento, costoso, eh, e poi rifare tutto.

          Per il costo della sola rimozione non saprei dirti di preciso perché tra ponteggi, smaltimento lana di vetro, nuovo tetto, pratiche amministrative all’ASL e al Comune, non so scorporare bene.

  • Tony

    Ciao!
    Ho un piccolo locale di poco più di 5mq, una specie di rimessa per attrezzi, dove devo sostituire la copertura in eternit (non è proprio un tetto).
    Sono riuscito a parlare con delle aziende specializzate per chiedere preventivi. Mi ha risposto una sola che, però, siccome il materiale da smaltire non è molto, mi ha fatto un preventivo a corpo di circa 1500 euro.
    Non sono pratico, ma a sensazione la cifra mi sembra un po’ eccessiva.
    Ho letto molto e anche in questo articolo si parla di prezzi che partono da 20 euro a mq. Per questo, forse, mi aspettavo quindi un costo più basso, magari intorno ai 200 o 300 euro al massimo.
    Qualcuno sa dirmi qualcosa? Avete avuto esperienze di smaltimento o bonifica amianto simili alla mia?

    • Andrea

      Io non sono esperto, ma in effetti la cifra non sembra molto conveniente.
      Comunque ricordo che nel mio comune una volta fornivano un kit con un liquido da cospargere sui moduli di eternit per poi rivestirli con del cellophane. Ovviamente, se lo fai tu, devi dotarti di tutta l’attrezzatura di sicurezza come mascherina e guanti. Quando hai finito, passano gli operatori ecologici comunali a ritirare tutto per portare l’amianto negli appositi centri di smaltimento.
      Prova a chiedere all’ufficio ecologia del comune dove sta il tetto da bonificare, non ti costa niente se non il tempo.

    • Ernesto

      Tony, i costi di mercato di smaltimento amianto sono più o meno quelli, non t’aspettare prezzi più bassi.
      Mi occupo di tecnologie per la bonifica dell’amianto da quasi trent’anni e ti posso dire che sono quotazioni in linea col mercato.
      Considera che per un’impresa smaltitrice non cambia niente se devi smaltire 2 mq o 2000 mq perché alla fine deve attuare le medesime procedure di bonifica. Che sia la bonifica di una canna fumaria, un serbatoio o 2 lastre di eternit, c’è l’obbligo di svolgere tutti questi passi:
      – stesura del piano di lavoro;
      – caratterizzazione del rifiuto attraverso analisi specifiche (per determinare qualità e quantità dell’amianto);
      – certificazione delle analisi da un laboratorio autorizzato;
      – monitoraggio ambientale prima, durante e dopo le operazioni di bonifica;
      – predisposizione della rimozione e del trasporto in discarica o presso un centro di stoccaggio;
      – fornitura di maschere, tute, copriscarpe, guanti e tutto il materiale necessario per lavorare in sicurezza.
      – tante altre incombenze burocratiche obbligatorie per legge.

      Le imprese non autorizzate, e a maggior ragione i privati cittadini, non possono e non devono toccare l’amianto. Per uno smaltimento non autorizzato, sono previste multe salatissime e si entra nel penale.

      • Tony

        Ciao Ernesto, grazie per la tua risposta. Se il costo è quello me ne farò una ragione e buonanotte.
        Però vorrei anche capire perché più chiedo preventivi per lo smaltimento dell’amianto e più ottengo prezzi diversi. Eppure stiamo parlando sempre dello stesso lavoro e invio a tutte le aziende gli stessi dati e le stesse informazioni.
        Il preventivo più basso che ho ricevuto è stato di 1100 euro, ma ho ottenuto anche 1500 e addirittura 2000.
        Ok, posso tranquillamente pensare che l’azienda del preventivo di 2000 euro ci stia un po’ marciando, ma sono stupito da come non ci sia per niente un riferimento o un’indicazione dalle stesse strutture pubbliche.
        Quindi un cittadino per bene è obbligato a spendere queste cifre importanti, mentre i soliti furbi che se ne fregano dell’ambiente e degli altri esseri umani buttano tutto dove capita, inquinando e facendo spendere i soldi al Comune per poi ripulire dove hanno sporcato loro.
        Ma non sarebbe più efficace premiare i cittadini onesti ed evitare le multe?
        Vabbè, ma tanto in Italia siamo nel paese dove vincono i furbetti.

        • Ernesto

          ok, quelli che ci marciano ci sono e ci saranno sempre. L’unica cosa che puoi fare per cercare di evitare fregature è chiedere sempre molti preventivi e confrontarli.
          Poi, ogni impresa applica i propri prezzi, dipende dalla competenza, ma anche dalla correttezza.
          Aggiungi che non sempre ad un costo molto alto corrisponde sempre un lavoro fatto a regola d’arte. Magari applicano le misure di sicurezza in maniera più rigorosa, sia per gli operai che per l’ambiente, ma allo stesso modo ad un costo più basso non corrisponde sempre un risparmio. Conosco perfettamente molti casi di ditte che proponevano prezzi stracciati e poi scoprivi che la stessa ditta era indagata in vari giri molto sospetti.
          Comunque, alla fine, per il cittadino l’importante è che gli venga rilasciato il certificato di smaltimento.
          Va sempre ricordato che l’amianto è un materiale veramente pericoloso e non si può fare da soli spennellando a caso. A Casale, si sono ammalate di asbestosi anche le mogli dei lavoratori delle fabbriche di amianto solo perchè lavavano le tute da lavoro.