EcoBonus 2020 al 110%: ecco come funziona e le novità del DL Rilancio

Ultimamente si parla tantissimo di tutto ciò che riguarda l’ecobonus al 110%. Questo Superbonus fiscale è una novità del governo per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Dal 1° Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021 sono stati potenziati gli incentivi fiscali per il risparmio energetico (EcoBonus) e le misure antisismiche (SismaBonus) portando la detrazione al 110% grazie al Decreto Rilancio.

Sarà quindi possibile effettuare diversi interventi di ristrutturazione per migliorare la classe energetica della nostra casa o condominio a costo zero. Cappotto termico in facciata, installazione di un impianto fotovoltaico, sostituzione di caldaie a condensazione e pompa di calore, sostituzione infissi, tende da sole a protezione solare e molti altri interventi. Una grande opportunità.

Le novità in merito di questo Superbonus non sono poche e praticamente ogni giorno nascono tantissime notizie differenti. E se da un lato la cosa porta sicuramente numerosi vantaggi e benefici, dall’altro lato essa include anche diversi problemi.

Per esempio, le persone ancor oggi fanno molta confusione non riuscendo a comprendere esattamente di cosa si tratta e perché si tratta di un argomento così ampiamente importante per un gran ventaglio di persone differenti. Ecco di cosa si tratta ecobonus 2020 e perché è una novità così importante al giorno d’oggi.

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Decreto Rilancio Maggio 2020: le novità del SuperBonus 110%

Tra le tantissime novità portate dal Decreto Rilancio 2020 di Maggio, non ci si può affatto dimenticare di tutto ciò che riguarda l’ecobonus al 110% o superbonus 110%.

Al di fuori da ogni dubbio, quest’ultimo rappresenta l’argomento di primaria importanza per tutti coloro che vogliono effettuare dei lavori di ristrutturazione nella propria abitazione senza spendere troppo tempo, soldi ed energie. Tale bonus, difatti, è stato pensato proprio per tutte quelle persone che avevano il bisogno di una risposta seria e affidabile alle proprie necessità.

I lavori che sono ammessi a questo tipo di bonus non sono affatto pochi e tra le varie relative novità spicca il fatto che saranno utilizzabili da una gamma di utenti molto vasta. Tutti i contribuenti potrebbero fruirne in una maniera piuttosto semplice, senza alcuna difficoltà.

I lavori che saranno finanziabili grazie a questo tipo di strumento sono i più vari. Tuttavia, in generale occorre considerare che saranno finanziabili unicamente quei lavori che sono di grande entità. Questo perché lo Stato vuole assicurare ai propri cittadini la possibilità di eseguire delle ristrutturazioni in maniera seria e professionale.

Grazie a dei piccoli accorgimenti sarà possibile rendere la casa molto più sicura dal rischio sismico e anche particolarmente efficiente rispetto al risparmio energetico. Si potrà usufruire anche del Superbonus per lavorare non solo sull’aspetto sismico della propria abitazione, ma anche su quello energetico.

Al di fuori da ogni dubbio, si tratta di una delle detrazioni fiscali più alte e massicce fra tutte quelle che sono state applicate fino a ora, sia per quanto riguarda il bonus ecologico che in relazione al sismabonus. Con l’approvazione del Decreto Rilancio entrambi i bonus sono saliti al 110%. Il che, in breve, significa che l’utente può detrarre tutte le spese, ma persino di risparmiare il 10% sulle stesse.

Questo bonus fiscale è comunque limitato agli interventi svolti nell’ambito dell’efficienza energetica e della riduzione del rischio sismico per tutte le spese che saranno sostenute dal 1° luglio del 2020 fino al 31 dicembre del 2021.

Si tratta, quindi, di ciò che si può a tutti gli effetti considerare come una vera e propria proposta shock per il settore edile in genere. Essa mira a rilanciare completamente gli investimenti privati svolti. E, secondo le stime, tale misura potrebbe anche far crescere in maniera efficiente e intensa il PIL, oltre che l’occupazione.

Allo stesso tempo, la misura in questione potrebbe presto portare l’Italia all’avanguardia del processo di bilanciamento energetico e dello sviluppo sostenibile. Entrambi dei settori in cui il Bel Paese, per sfortuna, era rimasto parecchio indietro rispetto ad altri Stati.

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Ecobonus 2020 al 110%: cos’è e cosa cambia

Come già accennato, si tratta di una misura per certi versi drastica, che mira a rilanciare in toto il settore edile italiano rinnovando le proposte rivolte a tutti quei clienti che hanno il bisogno di svolgere dei grandi lavori di ristrutturazione nella propria abitazione.

Principalmente tra e modifiche apportate da questo ecobonus 2020 spicca l’aumento della sua entità. Difatti, la misura del 110% è una delle più grandi di sempre. Poche volte in passato si è verificato che lo Stato approvasse delle detrazioni fiscali con degli incentivi così ampi. Questo, però, si spiega con il periodo di crisi in cui attualmente viviamo.

Un’altra grande novità apportata da questo tipo di decreto riguarda i lavori che possono essere eseguiti. Tra gli stessi bisogna ricordarsi di tutto ciò che concerne i numerosi interventi di efficientamento energetico, tra i quali bisogna ricordarsi di tutto ciò che riguarda la riqualificazione energetica dell’involucro edile, il cappotto termico, la costruzione delle schermature solari, il montaggio dei pannelli solari, l’installazione delle caldaie a condensazione, dei micro-cogeneratori o delle caldaie a biomassa e così via.

Per usufruire del 110% gli interventi di riqualificazione energetica devono rispettare uno di questi requisiti:

  • Migliorare la prestazione energetica dell’edificio di almeno due classi energetiche.
  • Raggiungere la classe energetica più alta.

Come per il normale EcoBonus 2020 il raggiungimento di una classe energetica deve essere fatto tramite l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) e la comunicazione ENEA.

Se non si riesce a rispettare il requisito di due classi, si torna alla detrazione del 65% o 75%.

Il superbonus in questione è valido anche per installare gli impianti fotovoltaici utili per la produzione di elettricità nell’abitazione.

Sono invece esclusi vari lavori più piccoli, in quanto già detraibili grazie agli incentivi e alle agevolazioni dell’anno precedente. Questa modifica, difatti, si adatta bene a tutte quelle situazioni che prevedono la necessità di svolgere dei lavori di entità abbastanza grande.

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Ecobonus 2020 al 110%: quali lavori sono ammessi

Per accedere alla detrazione fiscale del 110% il lavoro deve rientrare tra le seguenti categorie.

  • Isolamento termico superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo.
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (riscaldamento) esistenti con impianti centralizzati unifamiliari per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, o a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione. Limite di spesa di 30.000€ per unità immobiliare.
  • Installazione impianto fotovoltaico e di accumulo (se abbinati ad uno degli interventi precedenti).
  • Installazione colonnine ricarica auto elettriche (se abbinati ad uno dei primi due interventi).
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Ecobonus 2020 al 110%: requisiti e chi può ottenerlo

A questo tipo di finanziamento possono accedere tutti coloro che lo desiderano, ma ci sono dei requisiti da rispettare. In particolare, affinché un intervento sia finanziabile, bisogna che il lavoro venga eseguita nel periodo che va dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre del 2021. Gli interventi edili che vengono svolti al di fuori da questo range temporale non posso godere delle varie deroghe fiscali, il che in realtà rappresenta un grande problema per tutti coloro che eseguono i lavori edili di questo genere in periodi differenti.

L’ecobonus 110% può essere richiesto dalle persone fisiche, ai condomini e agli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari). Mentre non si applica per l’esercizio di imprese, arti o professionisti. La detrazione 110% non spetta se le spese sono per interventi su edifici unifamiliari non adibiti ad abitazione principale.

Altresì, per ogni tipologia di lavoro che può essere finanziata grazie all’ecobonus 2020, sono stati previsti anche vari limiti di spesa. I lavori che vengono svolti devono rispettare tali limiti, non oltrepassandoli. Altrimenti si potrà comunque godere dell’ecobonus, ma solo per il tetto massimo previsto per ogni singola tipologia di lavoro svolto.

Superbonus 110%Limiti di spesa
Interventi rischio sismico
(sicurezza statica, riduzioni classe di rischio, ...)
96.000 euro per unità immobiliare
Isolamento termico
(cappotto termico, insufflaggio intercapedine, ...)
60.000 euro per unità immobiliare
Sostituzione impianto riscaldamento
(caldaie a condensazione, pompa di calore, ...)
30.000 euro per unità immobiliare
Impianto fotovoltaico48.000 euro totali o di 2.400 euro per kW
Sistemi di accumulo1.000 per kWh
Colonnine auto elettrichend

Ovviamente, possono usufruire del finanziamento anche coloro che negli anni precedenti hanno già usufruito delle altre possibilità presentate da simili decreti legislativi. Grazie alle possibilità offerte, difatti, è stato possibile aprire l’accesso ai vari benefici derivanti dall’utilizzo dell’ecobonus 2020 proprio a tutti i clienti potenzialmente interessati. Fermo restando che esistono comunque vari limiti da considerare. Tra questi spiccano le varie limitazioni collegate all’entità del lavoro.

Come abbiamo già accennato prima, difatti, l’Ecobonus al 110% serve principalmente per svolgere tutti i lavori di entità abbastanza grande. Si tratta di una di quelle tipiche misure che sono orientate prevalentemente verso coloro che hanno preso in considerazione l’idea di eseguire una completa ristrutturazione.

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Ecobonus 2020: come funziona per Edilizia e Risparmio Energetico

Il funzionamento di questo ecobonus si basa sul cosiddetto Credito d’Imposta. Quest’ultimo, come previsto anche dal Decreto Rilancio, può essere spostato. A ogni persona che vuole usufruire delle possibilità offerte dall’ecobonus, quindi, viene offerto un certo credito d’imposta pari al 110% rispetto all’ammontare totale dei lavori svolti.

Tale credito viene suddiviso in 5 rate annuali, diversamente da prima che era in 10 anni. Ogni anno il contribuente ha il diritto di detrarre dalla propria Dichiarazione dei Redditi per l’anno in corso il 22% del totale (quindi del 110%).

Facciamo un esempio. Mettiamo caso che un contribuente abbia deciso di eseguire un lavoro di ristrutturazione nella propria abitazione per un valore totale di 100 mila euro. La detrazione a cui egli può accedere è però pari a 110%, il che è uguale a 110 mila euro. Quindi, ogni anno il contribuente avrà diritto a detrarre 11 mila euro.

Non solo: tale credito d’imposta è trasferibile. Questo significa che il cliente interessato può non usufruire da solo di questo credito, ma trasferirlo ad altre compagnie. Per esempio, può fornire il credito alle banche, alle compagnie assicurative o ad altre aziende.

A proposito di quest’ultimo punto occorre ricordarsi che si può persino realizzare il lavoro di ristrutturazione in modo completamente gratuito. Semplicemente, al posto di pagare l’azienda per il lavoro svolto, si fornisce alla stessa il credito d’imposta ottenuto grazie all’ecobonus 2020.

Tale bonus può essere sfruttato non solo per i lavori eseguiti nell’appartamento, ma persino nei condomini. I lavori nei condomini devono comunque rispettare tutti i limiti imposti dall’ecobonus. Quindi, i lavori devono essere eseguiti in un’ottica ecologica per il risparmio energetico oppure di rafforzamento sismico.

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Ecobonus Sconto in fattura: come funziona le famiglie

Come si può ben intuire dai paragrafi precedenti, l’ecobonus 2020 e il sismabonus permettono di eseguire degli interventi specifici a costo zero per le famiglie. Tuttavia, c’è anche un’altra possibilità che vale la pena di prendere in considerazione: lo sconto in fattura. Quest’ultimo sarà pari al 100% del lavoro svolto e il cliente interessato, invece di pagarlo, può trasferire allo stesso il proprio credito d’imposta (come già accennato prima).

Precedentemente, erano disponibili anche delle versioni differenti dello sconto. In particolare, si poteva accedere anche a uno sconto immediato del 50% in fattura, ma al contempo non poter godere della possibilità di detrazione fiscale del 110%. Attualmente, esattamente come prima, le aziende si possono comunque rifiutare di ottenere il credito d’imposta invece del denaro.

Questo perché molte aziende comunque potrebbero accumulare troppi crediti di questo genere e non poterli successivamente smaltire. Non si tratta, quindi, di un vero e proprio pagamento, né di un obbligo. Ogni singola azienda può scegliere in base alle proprie necessità domandando al cliente il completo pagamento della fattura piuttosto che il relativo credito d’imposta.

Quindi la scelta in merito al metodo di pagamento dei lavori va effettuata non solo dalla famiglia stessa, ma anche dell’azienda, dopo un colloquio. La soluzione migliore, comunque, è quella che prevede il pagamento istantaneo da parte della famiglia e successivamente la possibilità di detrarre tutte le spese dalla Dichiarazione dei Redditi.

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Ecobonus Sconto del credito: come funziona per le imprese

Fintanto che l’azienda sconta al 100% la fattura al cliente, essa deve avere comunque qualcosa in cambio. Proprio qui entra in gioco il famoso credito d’imposta di cui si è già parlato prima. Questo credito rappresenta un “bene” che l’azienda può sfruttare a proprio favore per detrarre le imposte nei prossimi 5 anni.

Oppure, l’azienda potrebbe comunque usare quel credito d’imposta ottenuto per fornirlo alle banche o alle aziende assicurative in cambio dei loro servizi, usandolo quindi come un proprio bene per il pagamento effettuato. L’impresa, quindi, s’impegna a svolgere il lavoro in cambio di quel credito.

Il credito d’imposta non rappresenta, quindi, un pagamento nel senso tradizionale del termine. Si tratta per lo più di ciò che possiamo a tutti gli effetti considerare come il bonus che dal contribuente passa all’azienda.

Come già accennato, l’azienda resta comunque libera di rifiutare il pagamento con il credito d’imposta e desiderare dal cliente il pagamento tradizionale. Questo può accadere nel caso l’azienda avesse poca liquidità immediata e dovesse rispondere adeguatamente a delle proprie specifiche esigenze. Il credito d’imposta in questione potrà essere trasferito un numero illimitato di volta, il che apre le porte a numerose possibilità interessanti.

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Detrazione fiscale dal 65% al 110% fino al 2021

Stando a quanto era previsto dal Governo nell’anno precedente, la detrazione massima possibile per i lavori edili svolti era pari al 65%. A dire il vero, il coronavirus ha influito sul cambio dei piani, spingendo per un maggior rilancio del settore con tanto di possibilità d’usufruire di un bonus quasi raddoppiato. Così la percentuale della detrazione massima possibile è passata dal 65% al 110%. In pratica per l’ecobonus 65% è stata aumentata la percentuale di detrazione fiscale al 110%.

Senz’ombra di dubbio si tratta di una possibilità che non si può proprio ignorare, specialmente se si vuole svolgere una completa ristrutturazione nella propria abitazione senza spendere praticamente nulla. Tutto a spese dello Stato: un lavoro gratis!

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Bonus Ristrutturazioni 2020 al 110%: come ristrutturare casa con Ecobonus

Eppure ancora oggi ci sono tante persone che si chiedono come usufruire di questo bonus ristrutturazioni. Sin da subito possiamo affermare che non c’è niente di difficile, ma il lavoro deve rispettare i requisiti di risparmio energetico. Una ristrutturazione classica continua a beneficiare del 50%.

Per sfruttare il 110% bisogna scegliere il tipo di lavoro da svolgere, assicurarsi che la sua tipologia sia prevista nel testo del Decreto Rilancio 2020 per quanto riguarda l’ecobonus 2020 e quindi contattare un’azienda che si occupi di lavori edili. Se si riescono a fare la ristrutturazione sfruttando il lavori ammessi dal Superbonus 110%, il lavoro è gratis.

A quel punto basterà semplicemente mettersi d’accordo con l’impresa stessa su tutto ciò che concerne il metodo di pagamento. E, una volta che si avrà ottenuto l’accordo, iniziare il lavoro ricordandosi che quest’ultimo deve iniziare il 1° luglio del 2020 e finire prima del 31 dicembre del 2021. In questo modo si avrà il diritto allo sconto e si potrà trasferire il credito d’imposta ottenuto grazie al Decreto Rilancio all’azienda che sarà interessata a eseguire i lavori.

Fatto questo non servirà che far iniziare i lavori. In questa fase il contribuente non deve intervenire in alcun modo. Di tutto il resto si occuperà l’azienda stessa. Quest’ultima terminerà il lavoro eseguito e rilascerà al cliente un apposito documento che certificherà l’avvenuto svolgimento dei lavori.

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Bonus Facciate 2020 al 110%: come rifare la facciata

Il bonus facciata classico rimane al 90%, ma se si uniscono i lavori di risparmio energetico, tipo un cappotto termico, si passa al 110%. Come gli altri lavori, la ristrutturazione della facciata dovrà essere eseguita nell’arco del tempo previsto (entro il 31 dicembre del 2021, quindi). Le spese in questo caso devono riguardare unicamente l’involucro esterno dell’edificio ed è stato anche chiarificato che quest’ultimo dev’essere visibile.

Si tratta, quindi, del bonus che riguarda principalmente tutte quelle tipologie di lavori che vengono eseguite sulla faccia esterna, anteriore, dell’edificio. Il bonus facciate 2020 può comprendere tutti i lavori relativi all’intonacatura, alla verniciatura, alla realizzazione delle decorazione, dei marmi di facciata oppure delle ristrutturazioni dei balconi.

Altresì in questo gruppo di lavori sono comprese le operazioni di rifacimento delle ringhiere, ma anche tutto ciò che riguarda le grondaie, le pluviali, i parapetti e i cornicioni di vario tipo. Senza dimenticarsi che tra le numerose spese agevolabili rientrano anche le perizie, i sopralluoghi effettuati, gli attestati di prestazione energetica, la realizzazione oppure la ristrutturazione dei ponteggi e persino lo smaltimento dei materiali rimossi per eseguire i lavori edili.

Tali agevolazioni possono riguardare sia i lavori di ristrutturazione di una casa privata, che di un condominio. Per quanto invece riguarda l’agevolazione vera e propria, valgono le stesse regole relative alla possibilità di usufruire dell’ecobonus.

La detrazione totale sarà suddivisa in 5 rate suddivise in 5 anni, come già descritto precedentemente. Le spese, inoltre, devono essere state regolarmente documentate.

Questo tipo di lavoro non prevede alcuna tipologia di spesa massima e il bonus facciate può essere cumulato con gli altri lavori finalizzati al risparmio energetico. Per esempio, si potrà ricostruire la facciata e al contempo svolgere anche i lavori agevolati con l’ecobonus 2020 detraendo il 110% dal lavoro complessivo. Tale bonus viene riconosciuto anche nei casi di svolgimento dei lavori di manutenzione ordinaria.

Ci sono anche varie spese escluse dal bonus facciata. Tra queste occorre ricordarsi delle chiostrine, dei cavedi, dei cortili, degli spazi interni (a unica eccezione di quelli che si possono vedere dalla strada), le spese per la sostituzione delle vetrate, i portoni, i cancelli e gli infissi. Non sono previste nel bonus nemmeno gli interventi eseguiti durante la costruzione dell’edificio oppure i lavori eseguiti mediante la demolizione e la successiva ricostruzione.

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Bonus Infissi 2020 al 110%: come sostituire le finestre

Anche per quanto riguarda il Bonus Infissi del 2020 si potrà godere della possibilità di detrazione 50% grazie al bonus ristrutturazione 2020 oppure beneficiando dell’Ecobonus 2020, qualora i lavori eseguiti fossero di grandi dimensioni. In quest’ultimo caso sarà possibile usufruire anche del bonus al 110% previsto dal Decreto Rilancio.

Per poter usufruire di questo bonus, i contribuenti devono considerare il tipo di finestra o infisso da acquistare. I prodotti vanno regolarmente pagati e successivamente si potrà dichiarare la metà delle spese sostenute nella Dichiarazione dei Redditi per l’anno in corso. Tale possibilità era attiva a partire dal 1° luglio del 2019 (fu prevista dal Decreto Crescita), ma ora è tornata alla ribalta, anche perché si configura a pieno nell’Ecobonus al 110%.

Dai attenzione: la sola sostituzione degli infissi non rientra nel Superbonus 110%. Per usufruire del 110% dovrai unire degli interventi di risparmio energetico dell’edificio, come il cappotto termico. Sostituire solamente gli infissi di casa difficilmente riuscirai a migliorare la prestazione energetica di due classi.

Il bonus infissi è stato prorogato fino al 31 dicembre del 2020 (e non è da escludere che venga prorogato anche successivamente, fino al termine del prossimo anno). Si potrà quindi beneficiare della detrazione IRPEF del 50% delle spese per almeno altri 7 mesi, con l’opzione di un’ulteriore proroga. I lavori detraibili devono comunque riguardare gli infissi o le finestre che migliorano la classe energetica dell’abitazione.

Quindi devono essere acquistati dei prodotti con una classe energetica pari ad A+ o superiore. A seconda della tipologia dell’oggetto acquistato e dell’intervento eseguito, tale bonus può rientrare nel bonus ristrutturazioni e quindi in quello ecobonus (ma la detrazione massima resta comunque pari al 50%).

Per ottenere la detrazione in qualsiasi caso, le finestre o gli infissi vanno pagati solo tramite un bonifico bancario online o usando un bonifico postale, in modo da poter dimostrare l’avvenuto pagamento. Vanno specificati tutti i dati: la causale, il destinatario, il beneficiario e così via. Per poter, altresì, usufruire del Bonus Infissi 2020 bisogna anche inviare la comunicazione ENEA entro 3 mesi dalla data di fine dei lavori. La documentazione va comunque conservata.

Tra le spese agevolate rientrano i lavori utili per installare o cambiare le recinzioni, cancellate, finestre, infissi, ma anche lucchetti, serrature, catenacci, spioncini e serramenti. Inoltre vengono agevolati i lavori di modifica delle saracinesche, tapparelle, vetri, telecamere di sorveglianza e sistemi di prevenzione degli atti illeciti.

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Sismabonus 2020 al 110%: come mettere in sicurezza casa

Quando si parla del bonus gigantesco da 110%, spesso e volentieri s’intende unicamente tutto ciò che riguarda l’ecobonus. Molti, quindi, pensano che tale bonus sia stato progettato e creato unicamente per tutti i lavori che riguardano il settore della qualificazione energetica. Spesso ci si dimentica persino del sismabonus.

Quest’ultimo altro non è che una detrazione Irpef adeguatamente riconosciuta e progettata per tutti coloro che eseguono dei lavori utili per migliorare le prestazioni antisismiche di un certo immobile. Tale bonus può essere persino molto ampio e riguarda tutti i lavori di rafforzamento dell’immobile stesso. In passato poteva arrivare anche all’85% di tutte le spese sostenute, mentre già a partire dal 1° luglio lo si potrà usare senza alcun problema per tutti questi interventi:

  • Messa in sicurezza statica: in questo caso si passa dal 50% al 110%
  • Riduzione di una classe di rischio: questi interventi prima erano dal 70% o 75% per condomini
  • Riduzione di due classi di rischio: questi interventi prima erano dal 80% o 785% per condomini

Il sismabonus, inoltre, può essere corrisposto in delle semplici rate per un periodo massimo di 5 anni. Pertanto non si tratta di un bonus molto differente rispetto all’ecobonus e il credito d’imposta fornito grazie al relativo decreto può comunque essere trasferito a un’altra azienda, a una compagnia assicurativa o a un istituto di credito. Tutto in una maniera estremamente semplice e facile: due caratteristiche contraddistinguono il Decreto Rilancio 2020.

Esattamente come all’ecobonus, possono accedere al sismabonus le persone fisiche, i condomini, gli istituti autonomi delle case popolari e anche i gestori dei condomini nel periodo che va dal 1° luglio del 2020 al 31 dicembre del 2021. La suddivisione avviene in 5 rate che saranno recuperabili in 5 anni grazie alle detrazioni delle imposte sul reddito.

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Bonus Tende 2020 al 110%: come installare tende e coperture solari

Sia le tende che le coperture salari possono essere installate senza alcun problema da un’azienda professionale, in grado di svolgere questo tipo di lavori in maniera seria e precisa. Il procedimento da seguire per il bonus tende in questo caso è del tutto uguale a quello già spiegato prima.

Bisogna ricordarsi di assicurarsi che i lavori eseguiti rientrano nei limiti previsti dal testo del Decreto Rilancio 2020. Una volta installate le tende oppure le coperture solari, – purché questo avvenga nei limiti di tempo chiariti, – si potrà subito richiedere la detrazione nella Dichiarazione dei Redditi oppure, come già accennato, trasferire il proprio credito d’imposta all’azienda. Per sfruttare il 110% è opportuno unire un’altro lavoro di efficientamento energetico di quelli previsti nel decreto.

In tutti i casi farlo è abbastanza semplice. Non sono previste delle grandi procedure burocratiche da effettuare: in questo modo si semplifica ulteriormente il percorso utile per sfruttare le novità previsto dal Decreto Rilancio 2020.

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Bonus Caldaia al 110%: sostituire la caldaia a condensazione o pompa di calore

Questo è un caso previsto direttamente dal Decreto Legge, sia per . La sostituzione per impianti centralizzati che per impianti autonomi. E’ possibile sostituire la vecchia caldaia dell’impianto di riscaldamento esistente con:

  • Caldaia a condensazione di almeno classe A.
  • Pompa di calore.
  • Impianti ibridi o geotermici.
  • Impianti di microcogenerazione.

Il limite di spesa è di 30 mila euro per unità immobiliare e comprende le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

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Bonus Condizionatori al 110%: come installare dei condizionatori

Precedentemente, il Governo dello Stato Italiano aveva già previsto un’apposita agevolazione per l’installazione dei condizionatori noto come bonus condizionatori. Successivamente tale bonus venne esteso anche all’anno solare 2020.

Con il Decreto Rilancio i lavori d’installazione dei condizionatori a pompa di calore sono stati inclusi nella lista dei lavori per la sotituzione di vecchie caldaie. In questo casto puoi sfruttare la detrazione al 110% per condizionatori. Questo, a sua volta, significa che si può installare un condizionatore nella propria abitazione senza spendere nulla e, anzi, guadagnandoci.

Per farlo basta seguire la stessa prassi degli altri lavori, fermo restando che è necessaria la massima attenzione possibile per rientrare nei relativi limiti e rispettarne le condizioni.

Come vedete, le modifiche e le novità apportate nel Decreto Rilancio non sono affatto poche. Tuttavia, anche se a prima vista potrebbe sembrare che si tratta di concetti difficili da comprendere, in realtà la questione è più semplice. Speriamo di avervi chiarite le idee in merito al Decreto Rilancio di quest’anno!

Per evitare errori, affidati a ditte esperte e confrontati subito con loro su come fare i lavori a casa sfruttando al meglio la detrazione fiscale Ecobonus 110% per il 2020 e 2021.

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1 commento su “EcoBonus 2020 al 110%: ecco come funziona e le novità del DL Rilancio”

  1. Casimirri Igino

    Ho letto che i lavori dovranno essere iniziati tassativamente il 1° luglio. Credo non sia possibile in quanto ci dovrebbero essere chiarimenti e porocedere alla presentazione del progetto.Inoltre un proprietario di una palazzina a negozi ed appartamenti con seminterrato può inoltrare la pratica per tutto il fabbricato ?

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